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Controrete - Search Marketing e dintorni
News ed opinioni sui motori di ricerca ed il marketing sul Web.
La prima defaillance di Google?

Google ha fatto registrare nel Q4 2008 un profit margin pari al 68% in meno rispetto al Q4 2007 ($382 milioni contro $1,2 miliardi).

Molti siti di settore sostengono che in ogni caso Google avrebbe superato le previsioni degli analisti di Wall Street, che non si aspettavano di certo una crescita delle revenues pari al 28% ($5,7 miliardi).

Come vedere dunque il bicchiere?

Ci sono opinioni contrastanti in giro per la Rete, ma considerando la congiuntura economica, la performance di Google è comunque un mezzo miracolo.

Insomma la big G tiene e galvanizza un ambiente, quello del Search Marketing, che, soprattutto negli ultimi 2 mesi, ha iniziato a mostrare qualche segnale di sofferenza. E mentre Microsoft annuncia 5.000 esuberi, Eric Schmidt promette che non vi saranno ulteriori tagli, almeno nell'immediato...

Cosa accadrà nei primi mesi del 2009?

Intanto un dato è già sotto gli occhi degli inserzionisti AdWords (almeno quelli che investono somme considerevoli in SEM): si prende più traffico e tendenzialmente si spende di meno.

Completamente diverso potrebbe essere il discorso per chi sta dall'altra parte. I partner di Google (sia search che content) potrebbero assistere ad un calo delle loro revenues dovuto ad una sensibile diminuzione del click medio. La parola d'ordine sembra essere una: Smart Pricing, una "diavoleria" concepita addirittura nel lontano 2005 (ma mai realmente sulla cresta dell'onda) che sconta il CPC agli inserzionisti in base alla qualità (???) del traffico inviato dai partner di Google.

Un modo per far pendere la bilancia delle revenues dalla parte delle properties di Google e risparmiare così in revenue share?


by Emiliano 25.01.2009 ora: 20:28 trackback (0) leggi commenti (0) View blog reactions
Quando il Web non ti ama...

E lo so... il 2009 inizia nel segno della polemica con Yahoo. Ognuno d'altronde ha le sue fisse.

La blogosfera che conta ce l'ha a morte con Microsoft. Aborre anche solo l'idea che Yahoo passi nelle mani di zio Bill. Perché, si sa, Microsoft non è una web company. A Redmond non sono fighi come a Sunnyvale. E poi vuoi mettere il viola trendy di Yahoo con l'azzurro forzitaliota di Microsoft?

Sia chiaro: uso un macbook sia in ufficio che in casa. Pochi mesi di Vista hanno traumatizzato anche me. Al punto che, giunto nel mezzo del cammin di nostra vita, non credo che tornerò mai più a Windows.

Ciò detto per me Yahoo così com'è non ha senso. E non l'avrà se non viene acquisita da una realtà in grado di competere con Google e di contrastarne il monopolio. Yahoo sta perdendo pezzi, manager e credibilità.

Moruzzi cita un articolo la cui unica frase sensata è: stapling two turkeys together does not give you an eagle. Sacrosanto. Intanto però un sano ostruzionismo nei confronti del monopolista non guasterebbe. Di più, farebbe bene agli inserzionisti, agli utenti finali e ai player minori che ruotano intorno ai Big 3. Quindi ben vengano i due tacchini, almeno all'inizio. Tutto pur di evitare il Google unico mondiale, che mi fa paura almeno tanto quanto il pensiero unico in etica e il totalitarismo in politica.

E così Microsoft non è una web company. Peggio. Il web non li ama. Addirittura. Qui si parla in nome e per conto del Web. Sa di pensiero unico Gugoliano. Meno male che il Web è ancora fatto da milioni di persone normali. Utenti. Quelli che navigano per il puro piacere di farlo. Quelli che non si riempiono la bocca con CSS, Javascript e usabilità. Quelli che... Ajax è un detersivo o una squadra di calcio? Quelli che... non c'è gusto se almeno una volta al giorno non mi si impalla Windows.

Il Web è pure questo. E se fosse solo l'altra roba... quella "dotta", insomma... allora lasciamolo volentieri alla blogosfera che conta e ai geeks. Anzi regaliamo loro Googlenet. Prima o poi si scocceranno di parlarsi addosso, osservati da Larry e Sergey dall'alto dei cieli virtuali...


by Emiliano 14.01.2009 ora: 01:55 trackback (0) leggi commenti (3) View blog reactions
C'è stata una grande moria delle vacche... come voi ben sapete!

Joshua Schachter, founder of the Delicious.com bookmarking service and a former Yahoo executive, had his first day on the job today at Google. Schachter joined Yahoo when it purchased del.icio.us in December 2005. Schachter then left Yahoo in June 2008, calling his time there “an incredibly frustrating experience.”

Come definire questo esodo? Inevitabile, penoso, surreale, giusto... Abbondiamo, sennò dicono che siamo provinciali.


by Emiliano 13.01.2009 ora: 01:03 trackback (0) leggi commenti (0) View blog reactions
Yahoo: senza 'na casa, senza 'na famija...

Guarda il grafico sotto (da Silicon Valley Insider).

 

Nell'ultimo quarto del 2008 Yahoo perde inserzionisti (complice un'interfaccia inusabile e un sistema che funziona poco e male), mentre Google e Microsoft fanno registrare un significativo aumento della loro share.

Ribadisco un concetto che ripeto da un anno: l'unica strada percorribile è il deal con Microsoft. Caro Bostock, fossi in te seguirei i consigli di Nicholas Carlson:

1. Pick up the phone.
2. Dial Steve.
3. Say you're sorry.
4. Profit.


by Emiliano 13.01.2009 ora: 00:51 trackback (0) leggi commenti (0) View blog reactions
La never ending tail di Google

Oltre un milione e mezzo di advertisers sceglie Google AdWords. E se gli advertisers sono agenzie, ci sono pure i loro clienti. Ma quanti sono, in realtà, gli inserzionisti di Google?

by Emiliano 12.01.2009 ora: 01:47 trackback (0) leggi commenti (0) View blog reactions
Facebook: alla ricerca del biz model perduto

Oggi in ufficio si parlava di Facebook e ci si interrogava sulla questione del momento (almeno per chi si occupa di marketing online): il modello di business dei social network.

Milioni di utenti nel mondo interagiscono quotidianamente su Facebook. Postano foto, scrivono commenti, chattano fra loro. Ex compagni di scuola, amici nuovi e di lunga data, vecchie fiamme, colleghi di lavoro, parenti. Questo è Facebook: una porta che collega il passato (anche quello morto e sepolto) al presente, ma soprattutto uno strumento di interazione inquietante (privacy addio?) e allo stesso tempo affascinante per le molteplici sfaccettature che presenta.

Discorsi sociologici a parte, però, Facebook e i social network in generale  sono ancora attesi alla prova di maturità, ovvero quella della monetizzazione. A tal proposito esistono diversi punti di vista. Ne riporto un paio:

  1. quelli che credono che Facebook e i social network non possano fare business;
  2. quelli che credono che Facebook e i social network non debbano fare business;
Non ho elementi per sciogliere il nodo dei nodi, ovvero il punto 1.

Sinceramente è difficile capire come potrà essere capitalizzata l'immensa mole di traffico generata dai social network. Se vogliamo mantenerci sul "tradizionale", allora possiamo dire che Facebook si presta a varie attività. Ad esempio:

  • Campagne CPM/CPA
  • Sponsorship
  • Affiliate Sales
  • Mobile (loghi, suonerie, ecc.)
  • Gaming
Tali forme pubblicitarie, associate al Behaviuoral marketing (sfruttando ad esempio i gruppi), potrebbero dare dei buoni risultati. Altrimenti si potrebbe provare il Search Advertising, magari rendendolo contestuale (una specie di AdSense, insomma). 

Ma si tratta di ipotesi, nulla di più.

Vorrei infine toccare il punto 2.

Qualche tempo fa Mauro Lupi citava Ted McConnell, capo del marketing di Procter & Gamble, secondo il quale "i social network non hanno il diritto di guadagnare dalle conversazioni tra gli utenti".

Un'assurdità. GMail e Microsoft Live Messenger non consentono forse di conversare gratuitamente? E dal momento che dalle nostre tasche non esce nemmeno un euro, non è forse ragionevole che vi sia un po' di pubblicità? O forse preferiamo liberarci del fastidioso advertising e pagare l'uso dei servizi?

Concludendo. Sono contrario a chi la mena con l'etica e si scandalizza se trova pubblicità su Facebook. Se sei fra questi, ti meriti una subscription fee e un abbonamento mensile. Ma so che alla fine anche non ti scandalizzerai di una dose ragionevole di pubblicità: Purché sia contestualizzata, s'intende :-)


by Emiliano 16.12.2008 ora: 01:51 trackback (0) leggi commenti (8) View blog reactions
Yahoo vende Kelkoo e ci rimette 375M

OK, i tempi non sono buoni e Kelkoo, nonostante lo straordinario impegno del management, non se la passa benissimo. Ma vendere a 100M (a fronte dei 475M sborsati nel 2004) mi ha lasciato attonito. A Yahoo serve cash e anche le briciole evidentemente sono meglio di niente.

Ad acquisire Kelkoo un fondo inglese chiamato Jamplant Ltd. Di più nin zò. Ulteriori dettagli qui.

In bocca al lupo a Pierpaolo, Serena e ai loro colleghi italiani ed europei per la nuova avventura!

EDIT: Grazie a Francesco che mi segnala che il link di approfondimento è sbagliato! QUI trovi quello giusto. Già che ci sono, segnalo questo post di Alessandro Bonzi, che ci dà maggiori informazioni su Jamplant Ltd.


by Emiliano 22.11.2008 ora: 23:01 trackback (0) leggi commenti (1) View blog reactions
Chi comprerà Yahoo?

Apple è un'ipotesi fantasiosa ma affascinante. Moruzzi si chiede come mai non ci abbia(no) pensato prima. E francamente anch'io mi associo al coro di quelli che ancora se lo stanno chiedendo.

Apple sarebbe un'ottima soluzione per Yahoo in quanto consentirebbe al "dinamico duo" di esercitare una certa leadership nel mercato del mobile, sul quale incombe (pensa un po') la minaccia di Google (Android).

E così all'indomani delle dimissioni di Yang, torna prepotentemente alla ribalta la questione del futuro di Yahoo. E si torna a parlare di Microsoft. Sembra infatti che Ballmer si sia rifatto avanti per un accordo sulla Search (in pratica search e SEM di Yahoo by Microsoft). Ma forse si tratta solo delle solite schermaglie che preludono dall'ennesima offerta di acquisto.

A margine una valutazione sull'operato di Yang. Premesso che è stato un visionario, uno che ha fatto la storia della Rete, non si può sorvolare sul fatto che le sue recenti scelte sono all'origine della situazione disastrosa nella quale versa Yahoo. Se avesse accettato l'offerta di Microsoft, avrebbe fatto gli interessi degli azionisti, invece di intestardirsi in fallimentari crociate personali.

Molti criticano Steve Ballmer, ma tutto si può dire tranne che non sia un un leader. Lo stesso vale per Terry Semel, la cui uscita dal board di Yahoo a gennaio di quest'anno ha consegnato la direzione dell'azienda nelle mani di Yang (CEO) e Decker (Presidente). E francamente i risultati si sono visti...


by Emiliano 20.11.2008 ora: 18:38 trackback (0) leggi commenti (5) View blog reactions
Google molla il deal con Yahoo

La gamba rotta mi ha offuscato i sensi. Ieri Google ha ufficialmente mollato il deal con Yahoo e la notizia mi è passata sotto il naso come se niente fosse. Così si legge sul Blog di Google:

However, after four months of review, including discussions of various possible changes to the agreement, it's clear that government regulators and some advertisers continue to have concerns about the agreement. Pressing ahead risked not only a protracted legal battle but also damage to relationships with valued partners. That wouldn't have been in the long-term interests of Google or our users, so we have decided to end the agreement.

Il Dipartimento di Giustizia stava sguinzagliando l'anti-trust e Google se l'è fatta addosso (con i tempi che corrono c'è poco da scherzare...). Così ha interrotto unilateralmente l'accordo, con grosso disappunto di Yahoo, che ormai già pregustava l'imminente cash proveniente dalle casse di Mountain View.

Ma sembra che Yahoo si stia già consolando. Jerry Yang avrebbe infatti confidato a John Battelle (via Search Engine Land) di essere pronto ad accettare un'eventuale offerta di Microsoft. Per la serie "la do al primo che passa".

Certo, se avessero venduto ad inizio 2008, sarebbe stata tutta un'altra storia. Stolti...


by Emiliano 06.11.2008 ora: 21:45 trackback (0) leggi commenti (0) View blog reactions
IAB Forum 2008: Un'occasione mancata

No, non è il solito post polemico su IAB Forum, giuro. Stavolta il significato è letterale.

Il 23 ottobre stavo andando in ufficio, quando mi spiattello addosso ad una macchina poco vicino al Colosseo. Risultato: frattura del malleolo peroneale (e mi è andata bene). Periodo di stop: almeno 30 giorni (s.c. scrivono sul referto medico, salvo complicazioni). E complicazioni ce ne sono, visto che dopo 13 giorni di doccia gessata, il piede è ancora gonfio e non possono mettermi il gesso definitivo...

E così quest'anno, dopo aver lavorato insieme ad Amanda, Daniele e i ragazzi del team grafico allo stand, al materiale informativo e ad un paio di iniziative simpatiche che si terranno proprio nell'ambito del nostro spazio espositivo, me ne sto solo soletto a casa, con la gamba per aria.

A farmi compagnia il mio MacBook nero, un documentario televisivo su Obama in sottofondo (a proposito, bravo Barack e in bocca al lupo!) e una voglia irrefrenabile di lavorare, scrivere, leggere. In una parola: attività. Qualcosa riesco a farla, per carità. Ad intermittenza, però, fra formicolii, fitte e bestemmie in tutte le lingue che conosco.

Evvabbè. Sarà per l'anno prossimo. E pensare che stavolta ero quasi convinto che ne sarebbe uscito fuori qualcosa di buono. Un po' sulla scia dello scorso anno. Stiamo a vedere. Seguirò gli aggiornamenti di Mauro.

Ed ecco lo stand di Excite (thanks al mitico Semoli per la foto!).

 Stand Excite IAB Forum 2008


by Emiliano 05.11.2008 ora: 15:21 trackback (0) leggi commenti (4) View blog reactions
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